Contributo a fondo perduto di cui ai Decreti “Ristori” e “Ristori Bis”

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Per i contribuenti che non avevano presentato l’istanza al precedente contributo previsto dal decreto “Rilancio” è possibile inviare le domande di accesso ai contributi a fondo perduto previsti dai decreti “Ristori” e “Ristori bis”, dal 20 novembre al 15 gennaio 2021. Invece, per chi aveva già presentato la domanda, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che l’accredito delle somme sul conto corrente avverrà in maniera automatica.

Al fine di sostenere le attività economiche colpite dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”, il decreto “Ristori” e il decreto “Ristori bis” prevedono l’erogazione di un contributo a fondo perduto per i titolari di partita IVA che hanno dichiarato – ai sensi dell’articolo 35 del d.P.R. n. 633 del 1972 – un codice attività prevalente rientrante, rispettivamente, nell’elenco di cui all’allegato 1 al decreto “Ristori” e nell’allegato 2 al “Ristori bis”.
Al riguardo, si precisa che il contributo di cui al decreto “Ristori” riguarda le indicate attività su tutto il territorio nazionale, mentre il contributo individuato dal decreto “Ristori bis” spetta, esclusivamente, ai soggetti (di cui al citato allegato 2) con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. Regioni “rosse”).

Non possono beneficiare dei contributi in parola i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza ovvero abbiano attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.

Si ricorda che, per usufruire del beneficio, è necessario che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza della predetta condizione.

L’ammontare del contributo, che non può essere superiore a 150.000 euro, è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Considerato il periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto “Rilancio”, la predetta percentuale è:
– del 20%, per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro;
– del 15%, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro;
– del 10%, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro.

Viene garantito comunque un contributo minimo per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Per la richiesta del contributo, i soggetti a cui spetta sono tenuti ad inviare una istanza, esclusivamente in via telematica sul portale web dell’Agenzia delle Entrate che curerà anche il processo di erogazione del contributo stesso, in base al codice ATECO prevalente presente in Anagrafe Tributaria alla data del 25 ottobre 2020.

 

Foto: payroll.it