ALTRI CONTENUTI – WHISTLEBLOWING

Il whistleblowing è stato introdotto dalla legge n. 190/2012 e successivamente modificato dal d. l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge 11 agosto 2014, n. 114, che titola “Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti”. Le indicazioni per l’attuazione di questa disposizione di legge si rinvengono nel Piano Nazionale Anticorruzione adottato dalla Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle Amministrazioni Pubbliche – C.I.V.I.T. – (ora A.N.A.C.), con deliberazione n. 72 del 11.09.2013, e nella determinazione n. 6 del 28 aprile 2015 che definisce le “Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)”.

Lo scopo dello strumento è facilitare la segnalazione, da parte dei lavoratori (dipendenti a tempo indeterminato o determinato, nonché collaboratori), di comportamenti che possono costituire illeciti, in particolare di natura corruttiva, proteggendo il segnalante da qualsiasi trattamento ingiustificato.

Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPC) tutela la riservatezza dei dati secondo le norme e promuove l’utilizzo di strumenti elettronici volti a tale finalità. Il dipendente prenderà in considerazione, non solo quelle situazioni che configurano reati di corruzione, ma anche quelle in cui, nel corso dell’attività lavorativa, si riscontri un abuso di potere al fine di ottenere vantaggi privati.

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